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Frequently Asked Questions - Osservatorio Rifiuti

FAQs - Osservatorio Rifiuti

Al punto t) della circolare esplicativa 4 agosto 1998 n. GAB/DEC/812/98 viene specificato che deve essere sempre indicata la quantità dei rifiuti trasportati.
 
Nel caso in cui, quindi, non si disponga di un sistema di pesa e qualora ricorrano condizioni per cui si possano verificare variazioni di peso durante il trasporto o una non precisa corrispondenza tra le quantità di rifiuti in partenza e quelle di destinazione, risulta comunque necessario indicare nel formulario un peso (anche stimato) e contrassegnare contestualmente la casella "peso da verificarsi a destino".­­ ­
 
E' invece necessario che un impianto di gestione rifiuti, che effettui anche solo attività di messa in riserva R13, provveda alla pesatura dei rifiuti in ingresso.­

Analogamente a quanto previsto dal Decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97), anche il D.Lgs. 152/06 (c.d. testo unico ambientale all'art. 183, comma 1, lett. m), definisce il deposito temporaneo come "il raggruppamento dei rifiuti effettuato, a determinate condizioni, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti".
 
In pratica, il rifiuto, in attesa di essere conferito a terzi autorizzati al trasporto/smaltimento, deve essere stoccato in un'area specifica chiamata deposito temporaneo che è l'unico a non essere soggetto ad alcuna autorizzazione (al contrario del deposito preliminare e messa in riserva) se si rispettano precise condizioni e vincoli e quantitativi/temporali.
 
La prima condizione concerne la pericolosità dei rifiuti depositati, che non devono conten­ere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 parti per milione (ppm), né policlorobifenile e policlorotrifenili in quantità superiore a 25 parti pe­r milione (ppm).
 
Inoltre il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute. Infine devono essere rispettate le norme ­che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura dei rifiuti pericolosi.
 
Per quanto riguarda invece le modalità di avviamento al recupero o allo smaltimento, secondo il testo unico ambientale, aggiornato con il correttivo 2008 (D.Lgs. 4/2008), il produttore può scegliere, in base alle proprie esigenze, di raggr­uppare i rifiuti in due diverse modalità ALTERNATIVE:
 
    scegliere di raggruppare in deposito temporaneo all'interno ­del proprio luogo di produzione un quantitativo illimitato di rifiuti pericolosi provvedendo alla raccolta e all'avvio alle operazioni di smaltimento entro il termine massimo di tre mesi (deposito temporaneo con limiti temporali).
    scegliere di raggruppare in deposito temporaneo all'interno della propria area un quantitativo massimo di 10 metri cubi di rifiuti pericolosi o 20 metri cubi di rifiuti non pericolosi esonerandosi così dal termine massimo dei tre mesi. In tal caso provvederà alla raccolta e all'avvio alle operazioni di smaltimento quando avrà raggiunto tale quantitativo massimo, anche superando il limite dei tre mesi (deposito temporaneo con limiti quantitativ­i). Tuttavia, anche se non si è raggiunto il quantitativo massimo di 10 o 20 metri cubi, il termine di giacenza non può superare mai un anno.
 
Il mancato rispetto di tali condizioni fa ricadere lo stoccaggio nell?ambito delle operazioni di deposito preliminare o di messa in riserva, assoggettando l'impresa all'obbligo di autorizzazione da parte della Regione o della Provincia delegata.
 
Inoltre l'attività di deposito temporaneo dei rifiuti deve avvenire imprescindibilmente all'interno del luogo di produzione dei rifiuti. Infatti, affinchè si possa ritenere esente dal regime autorizzatorio, non può assolutamente essere realizzato dal produttore in un posto diverso da quello in cui i rifiuti sono generati.
 
Qualora, quindi, un'impresa intenda o non possa rispettare tutte le prescrizioni descritte, deve richiedere l'autorizzazione alla realizzazione di un impianto di stoccaggio in conto proprio di rifiuti speciali.

La percentuale di raccolta differenziata per la Regione Campania si calcola secondo la metodologia definita nell'­Allegato n. 3 al Decreto del Sottosegretario di Stato n. 5723 del 14/11/2008 "Modalità di monitoraggio sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta difefrenziata".
La percentuale, come tutti i dati relativi alla raccolta dei rifiuti urbani nella Regione­ Campania, deve essere certificata dal ­Sottosegretario di Stato per l'Emergenza Rifiuti in Campania secondo le modalità indicate nel citato Decreto.

I comuni sono obbligati a trasmettere al sistema SIGER, tramite il portale dell'OPR, i dati relativi alla produzione dei rifiuti secondo le specifiche tecniche indicate nel Decreto del Sottosegretario di Stato n. 5723 del 14/11/2008.
Gli altri soggetti gestori del ciclo dei rifiuti in Regione Campania (trasportatori e impianti ­di destinazione) sono obbligati a trasmettere i dati sui rifiuti, urbani e speciali, al sistema telematico istituito con Delibera di Giunta Regionale n. 638 del 03/04/2009 e gestito diettamente dall'Osservatorio Regionale dei Rifiuti.

Al fine di consentire un'idonea verifica dei flussi dei rifiuti da parte delle autorità competenti, il produttore del rifiuto e tutti coloro che gestiscono i rifiuti (trasportatori e impianti destinatari) hanno l'obbligo di annotare una serie di dati su appositi registri di carico e scarico.
 
I modelli vigenti del registro di carico e scarico dei rifiuti sono quelli definiti dal Decreto Ministeriale 1 aprile 1998 n. 148.
 
Un nuovo modello di registro di carico e scarico dei ri­fiuti, come previsto dall'art.190, comma 7, del D.Lgs 152/2006, era stato definito dal D.M. del 02/05/2006 (pubblicato sulla G.U. del 0/05/2006 n. 107).
 
Successivamente il Ministero dell'Ambiente con proprio Comunicato (pubblicato sulla G.U. del 26/06/2006 n.146) ha dichiarato inefficaci i decreti attuativi del D.Lgs. 152/2006, compreso quello relativo al nuovo registro di carico e scarico.
 
Stante questa dichiarazione di inefficacia, rimane vigente il D.M. 48/1998 ed i modelli di registro di carico e scarico da questo definiti, da adottare in base all'attività esercitata:
 
    Modello A: per i soggetti che producono, recuperano, smaltiscono, trasportano o commerciano e intermediano rifiuti con detenzione;
    Modello B: per i soggetti che commerciano e intermediano rifiuti senza detenzione;
 
Il D.Lgs. 16/01/2008, n. 4 ha modificato l?articolo 190 del D.Lgs. 3/04/2006, n. 152, stabilendo, al comma 6, che i registri di carico scarico dei rifiuti siano "numerati e vidimati dalle Camere di Commercio territorialmente competenti".

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